venerdì 4 settembre 2020

Un porto di mare... una casa che accoglie i naufraghi e i viaggiatori di passaggio

Fin da piccola ho pensato alla mia famiglia come una "casa che accoglie". Abbiamo avuto tante persone in casa, anche se poche sono rimaste ferme nel mio cuore.


Un giorno venne una famiglia di persone bellissime. Tre figli, all'epoca, due bambine e un bambino. La bimba di mezzo, Ivana, aveva la mia età e per alcuni anni è stata la mia migliore amica. Ricordo i suoi sorrisi, i suoi ricci incredibilmente boccolosi, il suo accento barese appena marcato... e le serate stupende in cui suo padre cantava "La gatta" di Gino Paoli con la sua chitarra e noi correvamo in circolo per il salone di casa, ballando e cantando.

Altre famiglie con amicizie bellissime sono passate. Marian è ancora nel mio cuore, allo stesso livello di Ivana, con il suo carattere così diverso e originale, quante risate ci siamo fatte,quanti litigi di bambine, gelosie tra noi tre (di solito subivo la gelosia altrui io e non ne ero contenta)... e crescendo, ritrovarsi e perdersi i più fasi... e alla fine perdere completamente i contatti con una e sapere qualcosa dell'altra tramite facebook. Sentire di una cose che immaginavo, ma, nonostante tutto non mi ha cercata, forse pensando ad un giudizio.
Non mi interessa come vivono, voglio loro bene, spero solo che siano felici e traggano gioia dalle proprie esperienze, sia brutte che belle, ma che ci fanno diventare grandi.

Una persona rimasta nel cuore, e in alcuni quadri fatti di cornici di vetro e fiori attaccati ancora in cucina, è un nonnino dolce dolce, ma tanto fiero e intelligente, da una forza di carattere che mi ha sempre colpito, Duilio. Ci ha voluto bene come se fossimo suoi nipoti e noi lo abbiamo amato altrettanto. Ricordo certe sere, in cui raccontava le sue storie, oppure le sue gambe rovinate dalle piaghe diabetiche, o quando insegnò alla mamma a fare i quadri di fiori... Ero piccola, ma sono ricordi speciali.

Quando avevo pochi mesi, mia mamma ospitò una famiglia. Doveva essere per poche settimane, lei era incinta, con due bambini. Il marito in giro a cercare lavoro. Partorì in casa, l'ostetrica arrivò in ritardo, quindi fu mamma ad aiutarla. Povera mamma, tante soddisfazioni, ma quante fatiche!

Tanti episodi della mia infanzia sono ricordi di mia mamma che ci ha trasmesso, tante cose non scrivo, ma sicuramente sia vivere gli eventi, fin da neonata, sia sentire le storie e provando empatia con mamma, mi hanno portata a cercare di essere il più autosufficiente possibile. Mamma era oberata, ma felice! Era stanca, ma soddisfatta. Era addolorata, talvolta, frustrata, arrabbiata, delusa... ma ha sempre cercato di nasconderlo per rendere la nostra vita leggera e felice... ma non passava inosservato ad una bambina come me. Anche se non ero capace di portarle sollievo, osservavo e traevo le mie conclusioni... una di queste, alla quale sono arrivata più recentemente, è che non devo portare tutti i fardelli senza parlarne con nessuno... e se intorno a te non hai nessuno con cui parlare, trovatelo! Preferisco parlare con una psicologa, con la quale ridere, piangere, rivalutarmi, raccontarmi, riascoltarmi, piuttosto che tenere tutto dentro e poi scoppiare!
Ecco una causa del mio diario. Non solo una memoria, una condivisione, ma un'esperienza di vita che possa, chissà, condurre qualcuno ad aprire il proprio cuore se non vuole entrare in depressione o esplodere, come stava avvenendo a me! 

Abbiamo continuato, negli anni, ad ospitare ragazzi che avevano bisogno di un appoggio per studiare nella nostra città, o persone che avevano bisogno di una casa momentanea finché non trovavano lavoro e mettevano abbastanza soldi da parte per realizzare progetti, affittare una casa o sposarsi... 

Ancora più numerosi, probabilmente, sono stati i nostri ospiti occasionali. Tanti tanti tanti tanti amici in visita da tutta Italia, talvolta dall'estero, per un fine settimana, una notte, per due settimane... sempre esperienze bellissime! Non è facile per una famiglia numerosa, ma l'arte di accamparsi non manca in casa mia e ci divertiamo sempre.
Stiamo trasmettendo questo ai nostri figli, casa nostra è sempre aperta per ospitare persone di passaggio o per periodi più lunghi chiunque ne abbia necessità. Non mancano letti e brandine, lenzuola e coperte!

Insomma, il nostro nido è sempre con una porta aperta per eventuali uccellini di passaggio.

Non penso che potrei vivere in modo diverso. Amo questo lato della mia vita!

Persa... e il percorso per ritrovarmi

 Quando si cambia luogo in cui si vive, cambiano tante cose. Una cosa che mi ha toccato tantissimo è stato smettere di cantare nel mio coro....