domenica 30 agosto 2020

E così...

 Sono stanca, avrei voluto dormire un po', adesso che mio marito è sveglio e può occuparsi del piccolo di casa, ma ho avuto la brillante idea di mettermi un po' di olio essenziale di lavanda sotto il naso e sui polsi... ed ecco che la mia mente ha iniziato a vagare, ma non come prima di addormentarsi, ma perché voleva comunicare! Già... la lavanda è proprio L'olio della Comunicazione... sono esperta di oli essenziali e questo è solo uno dei miei diversi blog.

Chi mi conosce fin da piccola sa che ho sempre avuto le idee molto chiare. Sempre stata una che pensa tanto e fin da piccola ho cercato di cavarmela da sola, arrivare da sola alla soluzione. Non mi è mai piaciuto "pesare" sugli altri, perciò sono cresciuta un po' a modo mio.

Ho ricordi di quando ero molto piccola e di quello che pensavo a quell'età.

Ricordo una caduta dalle scale, ero molto piccola. Era tardo pomeriggio, perché la luce che arrivava era calda, giallognola, quindi probabilmente estate o primavera avanzata... ma non ci giurerei. Solo che chi conosce quelle scale dal marmo color crema e le pareti bianche sa cosa intendo. La luce era tipica del pomeriggio, le pareti gialle per il sole calante. Amo quella luce. Per anni ha inondato la mia camera! Tanto da portarmi a decorare l'unica stanza esposta ad ovest, dove sono nata e la mia durante alcuni anni della mia infanzia, con colori gialli e lilla. Soffitto lilla, termosifone viola chiaro e greca e tende gialle... eh, sì: la luce del pomeriggio è ancora più suggestiva, adesso anche in inverno!

Ricordo il mio primo giorno al nido, dalle suore, e diverse giornate, come pure la prima volta che sono entrata alla scuola materna. Due esperienze opposte. Ho amato la materna! Due maestre meravigliose, un ambiente stupendo, tanti amici che ho continuato a frequentare anche alle scuole elementari e durante la mia adolescenza, in estate...

Ho un vago ricordo della posa del marmo delle scale, come alcuni giochi pericolosi che facevo con mio fratello! Non siamo stati due bambini tranquilli. Mia sorella minore e mia sorella maggiore sono state più femminili di me. La grande disegnava tutto il giorno, la piccola giocava con le bambole... Mentre io e mio fratello giocavamo, spesso con i nostri amici maschi, su alberi, su scivoli e altalene come se a terra ci fosse la lava, correvamo giù per pendii, facevamo percorsi per macchinine e biglie... il gioco più divertente che facemmo, probabilmente, fu un pomeriggio dietro il campo sportivo, scivolando con delle cassette di legno assieme a tre dei nostri migliori amici. Loro sanno! Se leggessero questo post si farebbero tante risate! Emanuele, Pamela e Michele. I tre grandi amici della mia infanzia! Michele lo vedo ancora, perché è rimasto a Cetica e gestisce con la fidanzata, la sorella Simona (e migliore amica d'infanzia di mia sorella maggiore) e la mamma Carla,  il bar del paese, che è lì da generazioni! Una volta ho visto una cartolina in bianco e nero che lo raffigura, forse unica cartolina mai fatta di Cetica! Il Bar Tato, come si chiama adesso, con la trattoria-pizzeria La Carlona, gestita principalmente dalla sua mamma, cuoca sopraffina, come tante donne di paese! Ricordo ancora le merende a casa di Michele, con le torte fatte in casa da Carla! Buonissime!

veduta di Cetica dalla collina di fronte (adoro questo fotografo casentinese)


Là ancora tanti si auto-sostentano principalmente con il frutto del loro lavoro dei campi. Tanti hanno le galline e altri animali, per nutrimento e per lavorare nei campi. Chi ha le capre e vende caprino e ricotta, come pure i pastori, che ancora fanno i chilometri per raggiungere i pascoli, e fanno il pecorino più buono che abbia mai mangiato!
Gli orti ricchi, da recintare con alte reti, anche con metallo, perché ci sono caprioli e cinghiali che invadono spesso i campi e rovinano le colture. Da noi si cibano delle pere in eccesso che cadono dagli alberi, solitamente, lasciando in pace i pomodori... ma questa estate si sono divertiti i polli, uscendo dal pollaio, a far fuori cavoli e insalate!

Molti hanno marronaie, così possono vendere i propri prodotti nei negozi vicini o tramite supermercati. Chi vende miele. E poi lavorano per la comunità montana, o fanno i giardinieri, o vengono pagati per arare i campi e potare gli alberi di chi non ha l'attrezzatura o la capacità adatte, o lavorano in fabbrica... insomma, un insieme di attività lavorative ed extra-lavorative per vivere con gioia e semplicità nel paese del loro cuore e delle loro radici.

Ogni estate e, talvolta, in primavera o a Natale, amo tornare nella mia casa, quella del mio cuore. 

E' piena di libri, piena di posti letto, tanto spazio intorno e, non ultimo, il paesaggio! Circondata da campi e da poche case un po' distanziate, con le colline intorno e davanti, gli uccellini che cantano la mattina presto (adesso con i nostri galli che fanno compagnia), le api, le farfalle, i grilli, le lucciole a luglio... e il rumore dei lavoratori nei campi, i tosaerba, i trattori... è bellissimo stare là!

Certo, non ci sono le comodità delle città... ma non mi interessano, veramente! Se ci fosse il lavoro per mio marito, tornerei a vivere là!

E, per oggi, è tutto!

Racconterò tante cose della mia infanzia, perché questo vuol essere un diario, che possa condividere con la mia famiglia e con chiunque voglia scoprire qualcosa di me!

Qualcosa che rimanga anche se mi si dovesse fondere il computer o dovessi perdere cartelle o file... questo rimane online e potrò rileggermelo quando vorrò!

Perché, sebbene io ami la carta e ami scrivere con la penna, in corsivo, con un cellulare o un computer potrò scrivere ovunque mi trovi, appena avrò voglia di farlo!

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